Premi literari 2015

Primera classificada Un nome a questo inverno de Rita Stanzione Dobbiamo dare un nome a questo inverno monumentale di inermi bave nelle conche dov’erano i raccolti. L’occhio del mustelide stravolto dalle brine eppure si commuove della brillantezza della fine. Nidi infranti, mani vuote latenze invertebrate dove ognuno ritornerà carezza o spada -c’è troppa memoria di terre benigne e presentimenti- Scende piano l’azzurro dove gli ultimi...

Read More

Premi literari 2014

Primer classificat Vita, capolavoro, de Michele Giuli Vita, capolavoro. Ti amai, quando prendendo la tua faccia (con la mano destra, con la sinistra) ti allargai gli zigomi (pollice sinistro, pollice destro) fino a farli entrare in una cornice E contemplai le nuvole rosa morbide nel mio quadro, nel tuo quadro (con l’occhio destro, con l’occhio sinistro) Ti amavo, perché quel quadro, quelle fronde nere di rugiada (ciglio...

Read More

Premi literari 2013

Primera classificada Visuali Periferiche de Daniela Bruni Curzi Tracce di cenere scura e umore sottotono. Che sia il nostro non-esserci al centro di ogni cosa? Mi svesto nel blu-celeste. La stanza s’illumina al fragore dei tuoni. Sono afflati chiaroscuri, alberi spettrali protesi verso l’estinzione, aggregati d’ uno squallore più o meno elementare, più o meno risplendente. Un dito nascosto alla vista che ne risale un altro: è quando...

Read More

Premi literari 2012

Primera classificada Truccati il viso, de Federica Sabbatini “Truccati il viso, vestiti bene e non scherzare a tremare. Non deludere, sii forte come si addice a una donna, stai dritta sulla schiena. Hai abbinato le scarpe alla borsetta? Hai badato bene ai tuoi figli? Hai scansato i tuoi pensieri dalle nuvole? Non piangere dei tuoi incubi, non urlare come una pazza, sì, sei pazza, hai scagliato la tua vita al di là di ciò che...

Read More

Premi literari 2011

Primera classificada Assenza, d’Angela Laborante albero, albero, albero un viale in pendenza ed una casa non dichiarata, in salita. Abusiva io scendevo le scale una ad una e guardavo davanti a me me, estradata al muro dall’ombra di fianco. Squadravo lenzuola dimenticate a fili appese, prese dalla pioggia al vento arrese, le case 1,3,5,7 tutte dispari, tutte a schiera, irreparabilmente per il mio occhio che cercava lo...

Read More