Premi literari 2013

ojos

Primera classificada
Visuali Periferiche de Daniela Bruni Curzi
Tracce di cenere scura e umore sottotono.

Che sia il nostro non-esserci al centro di ogni cosa?
Mi svesto nel blu-celeste.
La stanza s’illumina al fragore dei tuoni.
Sono afflati chiaroscuri,
alberi spettrali protesi verso l’estinzione,
aggregati d’ uno squallore
più o meno elementare, più o meno risplendente.
Un dito nascosto alla vista che ne risale un altro:
è quando la furia sottare alla ragione..
Molecole impazzite noi, allarmi sgraziati
che squarciano le orecchie e cavalcano la notte,
se non anche prigionieri ingrigiti a capo chino
incessantemente tesi alle impossibili evasioni.
Tutto è svelato nei rammendi delle reti:
rilievi, nodi, maglie larghe e maglie strette,
mentre qualcosa d’altro al perfetto ritocco è mimetizzato.
Visuali periferiche nello spezzarsi d’un attimo in frammenti,
quando in un nuovo, disarmonico sguardo
si snoda l’amplificazione del mistero.
Le cose che ci sfuggono ci appaiono ben
più desiderabili di ciò ch’è posseduto.
Che sia giusto questo al centro di ogni cosa?

 

LONDON, ENGLAND - OCTOBER 03: A woman experiences the 'Rain Room' art installation by 'Random International' in The Curve at the Barbican Centre on October 3, 2012 in London, England. The 'Rain Room' is a 100 square meter field of falling water which visitors are invited to walk into with sensors detecting where the visitor are standing. The installation opens to the public on October 4, 2012 and runs until March 3, 2013. (Photo by Oli Scarff/Getty Images)

Segona classificada
Pioggia de Chiara Gilardi

Mi vesto di questa improbabile notte
Lontano da me ogni sonno
Ho bisogno d’aria, cammino
in un aperto silenzio creato di pioggia
Ho solchi sulla pelle del viso
che scherniscono i miei anni
con impalpabili rughe
Violato è il mio sguardo
da ciglia inumidite
tumefatte
da un trucco pesante
sciolto ormai
in rigagnoli di vita.
Il mio sorriso stanco
appare in attesa
mentre il tempo lo riempie
con sapienza di emozioni
ora fragili
ora improbabili
Un fluire di fiati leggeri
impalpabili e muti
esperti
di un divenire senza più età
Attimi di vita creati
ora annegati
mi ricordano le maschere
che da piccola creavo con la cartapesta
E il desiderio di ritrovata giovinezza
disegna le mie labbra in una smorfia
Non posso chiamarla sorriso
E chi sei, tu
che da una finestra illuminata
scruti il passare dei miei giorni
Sguardo maldestro che scuote la mia esistenza
sguardo insistente che nulla possiede
Spogliandomi
graffio via il tuo respiro che vuole aderire al mio corpo
e mi cingo la vita con una possibile alba
Non fissarmi come un amante impaurito
non concederti il lusso di amarmi
Io sono fatta del mio solo notturno vestito
e la mia nudità
non ti è data di scoprire
Sono fatta di tempo e di possibilità
di silenzio che si riempie
di un incessante cadere di gocce sull’asfalto

 

altre
Tercera classificada
L’altrove de Massimo Gallo

schienato alla parete
nessun altrove verso cui girarsi
davanti ad un deserto di sentimenti
si fastidia lo sguardo, duole la mente

il passo leggero d’un cane
le voci di lontano
il torpore nei gesti
la giostra continua
il carillon si ripete
ma salta una nota

il cane si ferma
annusa l’aria
nessun odore in quell’altrove
e nemmeno la nota ritorna.

Author: Spiragli

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